Mariella Di Monte
Mariella Di Monte

PD DI CAPITANATA AL BIVIO

IAIA CALVIO UNICO ARGINE ALLA DERIVA

 

C'era una volta, anche in provincia di Foggia, un Partito Democratico a vocazione maggioritaria, dove il confronto era serrato, talvolta aspro, ma dove c'era posto per quanti volessero impegnarsi.

 

Per capire cos'è oggi il Partito Democratico in Capitanata ci si può affidare ai numeri: su 64 comuni della provincia, sono solo tre quelli in cui il sindaco è stato espresso dal PD.

E per capire cos'è oggi la Capitanata ci si può affidare, ancora una volta, ai numeri: quelli dei morti ammazzati da una mafia crudelissima, tanto temibile da non avere pentiti tra i suoi affiliati.

 

In quella che per prima ho definito la terra delle tre M, Mafia-Monnezza-Migranti, con espressione che è stata poi ripresa un po' ovunque, un consigliere comunale fatto oggetto di atti intimidatori gravissimi viene lasciato solo dal suo partito, lo stesso che formalmente ha espresso il Presidente della Regione.

 

La campagna elettorale di Iaia Calvio è partita, non a caso, dalla San Severo in cui a Dino Marino viene fatto capire che può costargli caro continuare a chiedere chiarezza su come l'amministrazione Miglio intende chiudere il ciclo dei rifiuti, su come vengono gestiti gli enormi flussi di denaro che ruotano attorno all'accoglienza dei migranti e sulla scarsa trasparenza nella gestione di un Ipab.

E' un segnale importante: ripartire dalla legalità è una priorità per Iaia.

 

Eravamo in tanti ad ascoltarla nella sede storica del PD sanseverese, in corso Leone Mucci. Molti di noi non hanno rinnovato la tessera, perché stufi dei guasti che gli ultimi anni hanno prodotto, dei circoli ridotti a casematte dentro cui si sono asserragliati i portaordini dei padroni del vapore, fucili ad alzo zero, pronti a sparare su quanti vorrebbero mettere le loro competenze e la loro voglia di fare al servizio della comunità. 

Da questa donna minuta, fisicamente fragile ma con una volontà di ferro abbiamo ascoltato parole di speranza.

La speranza che non tutto sia già stato scritto, che non ci si debba rassegnare ad abbandonare la casa che si è contribuito a fondare.

 

Sarà una battaglia dura, nessuno di noi sottovaluta la potenza di fuoco, le clientele azionate e le ragnatele già tessute a favore dell'altra candidata alla segreteria, ma se parliamo di contenuti, signori miei, non c'è partita.

 

Chi pensa che la deriva del PD foggiano vada arginata, chi pensa che il PD foggiano sia un luogo in cui si possono fare tante cose, ma certamente non vi si fa più politica, chi vorrebbe ancora un partito di uomini e donne libere, non di servi sciocchi e compiacenti servette ha un'unica scelta davanti.

 

#bastacoiselfie #vogliamoiprogrammi 

#iostoconIaia

 

 

MdM - 7 ottobre 2017 - Diritti Riservati

 

 

 

IL MIO IMPEGNO CONCRETO PER LA MIA TERRA

 

SONO INDIGNATA

E NON MI ARRENDO.

IO LOTTO, VOI CHE FATE?

 

In merito alla costruzione del nuovo mega impianto di compostaggio da 60.000 tonnellate a San Severo, mi associo al pensiero di Dino Marino, ex consigiere regionale e ora consigliere comunale di San Severo.

 

Giovedì alle 19,00, si riunisce il Comitato Cittadino Co.T.A.S.S Comitato di Tutela Ambientale a San Severo, impegnato nella lotta contro la realizzazione dell'Impianto di Compostaggio Sagedil-ex Safab.
L'Assemblea si terrà presso la sede legale del Comitato, in San Severo, alla Via Grandi n. 11. 
Siete tutti invitati a partecipare alla riunione e a sottoscrivere l'adesione. 
Non dobbiamo farci schiacciare, la popolazione deve sapere tutto e la politica ha il dovere di stare dalla parte dei cittadini, ancor più, e con maggior determinazione, alla luce delle risultanze dell'inchiesta #DauniaVenenum. 
Vogliamo sapere come si fa ad autorizzare un impianto privato di 65.000 tonnellate nello stesso luogo su cui insistono due centrali elettriche - una a turbogas e una a biomasse - un parco eolico ed un impianto di compostaggio di 15.000 tonnellate - quello della Lufa Service, di cui l'indagine della DDA ci ha svelato che inquinava, e che ha sversato 20.000 tonnellate di percolato, inquinando pozzi e terreni per un totale di settanta ettari. 
É vero, si è saputo solo ora, ma la richiesta di chi vuole rappresentare gli interessi dei cittadini è quella di bonificare la zona attorno alla Lufa, che è a circa 1000 metri dalla Safab, e degli amministratori attenti hanno il dovere di tutelare il nostro territorio, non di comprometterlo ulteriormente.
Per questo scriverò all'onorevole Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia: fermare la Camorra, salvare il nostro territorio e tutelare la salute dei nostri cittadini, questa è la priorità della politica. 
Queste bestie senza scrupoli hanno inquinato la catena alimentare, ed è strano che lo Stato ci imponga, giustamente, l'uso dei vaccini, ma non si preoccupi di monitorare chi sversa rifiuti inquinanti, che causano più morti delle malattie esantematiche.
Veniamo al punto: a cosa serve un impianto di 65.000 tonnellate di frazione umida di RSU, quando tutto l'Alto Tavoliere ne produce al massimo 9000 tonnellate l'anno? Quali rifiuti ci si ripropone di trattare? Da dove verranno? Chi effettuerà i controlli?
Dopo quello che è successo, anche con la complicità dell'Arpa, perché il commissario regionale dei rifiuti, Grandaliano, non ferma tutte le autorizzazioni alla costruzione di nuovi impianti, in attesa che venga approvato il Piano Regionale dei rifiuti, che a sua volta dovrà recepire le linee guida contenute nei due decreti emanati del ministero dell'Ambiente nel 2016?
Perché la Regione non affida ad enti terzi, magari utilizzando droni e riprese satellitari, l'incarico di redigere una mappa degli sversamenti di rifiuti, propedeutica ad un'opera di bonifica?

Questo è un danno per tutta la Capitanata. 
Sono indignata e farò di tutto per evitare che la nostra salute sia messa sotto i piedi per gli interessi di pochi. 
Si può dire che tra la camorra e questi che vogliono costruire l'impianto di compostaggio non c'è relazione, non posso affermare il contrario, ma la politica deve creare con scrupolo le condizioni affinché non diventiamo una nuova Terra dei Fuochi e ogni autorizzazione, in questo campo, va data con la massima trasparenza e ricordando che siamo un territorio insidiato dalla camorra!
Di mio estendo l'invito a partecipare e ad iscriversi al comitato anche ai cittadini di Torremaggiore, che non saranno immuni dai riverberi negativi che l'apertura del nuovo gigantesco impianto di compostaggio porterà con sé.
Abbiamo il dovere ti tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli.
UNITI SI VINCE. 
YES, WE CAN!

 

#nonfacciamocischiacciare #difendiamolanostraterra #lasaluteprimaditutto
#giùlemanidallaCapitanata #businessdeirifiuti #DauniaVenenum

"Capitanata come Terra dei fuochi,

no all'impianto di rifiuti alla ex Safab"

 

"Quanto accaduto nelle ultime ore deve stimolarci a riflettere. Non vogliamo che la Capitanata diventi la nuova Terra dei Fuochi".
Lo dichiara Antonio Iannarelli, presidente del "Comitato civico contro il progetto per l'impianto di trattamento rifiuti di via Foggia", in relazione alla vicenda "Daunia Venenum".
"Ci aspettiamo unap resa di posizione netta da parte di presidente di REgione e Provincia di Foggia. In ogni caso, questa vicenda non può non avere alcuna ripercussione sul progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento rifiuti di via Foggia a San Severo. Non ossiamo far finta che nulla sia successo. E' arrivaro il momento di azzerare il percorso istituzionale di quel progetto e far ripartire la rifelssione sullo smaltimento dei rifiuti a San Severo", conclude Iannarelli.

 

 

Contro il tentativo di ridurre il nostro territorio ad una immensa ed immonda discarica, anche alla luce del mostruoso scempio già emerso,

TUTTI I CITTADINI HANNO IL DOVERE DI MOBILITARSI.

GRIDIAMO FORTE IL NOSTRO SDEGNO: UNITI SI VINCE!

 #noagliaffaristidellamonnezza #

lasaluteprimaditutt#sanseveronelcuore              

 >>http://www.vogliadigrecia.it/

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Maria Assunta Di Monte via Carducci 25 71017 Torremaggiore