Mariella Di Monte
Mariella Di Monte

Dalla parte dei cittadini, non                  dei politici

Avrò avuto più o meno dieci anni quando dissi a mio padre: "Lo so che voi siete tutti comunisti, ma a me questa cosa non piace molto, perché quelli lì dicono che siamo tutti uguali e dobbiamo avere tutti la stessa quantità di cose. Se qui ci fossero loro, la nostra grande casa dovremmo dividerla chissà con chi..."

Mi fu spiegato con molta pazienza che bisogna mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza e dare ad ognuno una possibilità, e che il compito della politica è questo.

Io sono di sinistra nel DNA: mio nonno materno, ragazzo dell'89 ed eroe della Grande Guerra, finì in prigione nel 1950 per le rivolte bracciantili che scossero la Puglia; mio nonno paterno, negli anni dell'estrema vecchiaia, non riconosceva più alcun luogo di Torremaggiore, salvo la storica sezione del Partito Comunista in piazza Carmine, dove suo figlio lo portava ogni pomeriggio perché vi ritrovasse un barlume di memoria e di identità.

La politica è rimasta una passione e non un lavoro - com'è per troppi di quelli che occupano poltrone e poltroncine - e anche quando ho amministrato San Severo l'ho fatto da "tecnico", non mi sono mai piegata alle logiche del potere e ho preferito lasciare un assessorato ambitissimo piuttosto che avere problemi con lo specchio la mattina.

All'indomani delle mie dimissioni, sorprendenti ma arrivate all'esito di un logoramento interiore durato settimane e settimane, uno degli azionisti di maggioranza dell'amministrazione che ho abbandonato mi ha detto che certi gesti sono politicamente assai scorretti, ma se essere dalla parte dei cittadini significa essere scorretta, che dire? POLITICALLY INCORRECT tutta la vita!

 

LA PUGLIA MIGLIORE ESISTE.
Io ci credo.
 
La lettura dell'editoriale di Leonardo Palmisano pubblicato oggi dal Corriere della Sera mi suscita alcune brevi riflessioni su uno slogan che ha fatto la fortuna dell'ex governatore Nichi Vendola e che ancora viene, se pur sporadicamente, chiamato in causa per rivendicare la bontà dell'azione amministrativa dell'attuale governo regionale.
Ebbene, dov'è questa Puglia migliore?
Certamente non ve n'è traccia nelle modalità con cui sono stati affidati tanti incarichi c.d. di sottogoverno, a cominciare dalle presidenze dei CDA di alcuni enti pubblici, tra cui le ex Ipab ora Asp, né è possibile rinvenirne nelle nomine commissariali per altri enti.
Non voglio nemmeno parlare della circostanza per cui l'avvocato Grandaliano - che per inciso si dice sia legato da vincoli parentali al governatore Emiliano - è stato nominato commissario straordinario dell'Agenzia regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti quando era ancora ben saldo alla presidenza dell'Amiu, la principale azienda che si occupa di rifiuti in Puglia.
Non ne voglio parlare perché, conoscendo da tempi remoti Michele Emiliano - ed avendolo avuto perfino come ectoplasmatico collega nella giunta Miglio a San Severo - ricordo la sicumera con cui si profondeva in lezioni di diritto penale, amministrativo e civile: se lo dice lui, ex magistrato di DDA, che controllore e controllato possono essere la stessa persona io che sono una comune mortale non posso fare altro che crederci!
La realtà fotografata da Palmisano è tristemente nota a chi, vivendo in Puglia, sa che la parte migliore della sua gioventù sta scappandone a gambe levate e che la parte più viva e capace di chi è rimasto, o vi è tornato, per ora è relegata ai margini dalla politica cialtrona, che premia gli ignoranti e gli incapaci, forse perché più malleabili e disposti ad eseguire qualunque genere di ordine.
Eppure, una Puglia migliore esiste - e resiste - anche tra quanti fanno o hanno fatto politica per professione e ora si rendono conto che, senza voltare pagina, la nostra regione è destinata ad implodere e a farsi sommergere dalla monnezza - che gente senza scrupoli consente, dietro lauti compensi per sé, ci venga riversata addosso - e dalle orde di migranti che grassatori altrettanto senza scrupoli fingono di accogliere, in nome di una abusata ideologia di sinistra, per drenare risorse pubbliche e costituire pericolosissimi centri di potere di stampo sudamericano.
E' da questa Puglia migliore, che ha seppellito il noto detto per cui "chi si fa i fatti suoi campa cent'anni", che denuncia il malaffare esponendo sé stessa, le proprie famiglie ed i propri beni in una terra in cui a volte si ha percezione che non esistano più né legge né ordine, che sarà possibile ripartire.
Io ci credo.
 
MdM - Politically Incorrect - 26.08.2013
 
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NON VI ARRENDETE/II
Proteggere è un dovere, ribellarsi un diritto

Non voglio parlare, questa volta, da persona che si ritrova con una figlia danneggiata dai vaccini.
C'è stato un tempo in cui anch'io credevo alle frottole che la pseudo scienza ammannisce ai gonzi, all'immunità di gregge e a tutto il resto, e mi son fatta rifilare anche vaccini all'epoca solo consigliati, tra cui l'MPR in reazione al quale Fulvia ha sviluppato l'autismo.
La discussione parlamentare per la conversione in legge dell'ormai famigerato decreto Lorenzin ha esplicitato tutte le contraddizioni di un potere che ha in sommo spregio la democrazia e le masse popolari di cui dovrebbe essere espressione.
Anche a voler tacere d'altro, la circostanza che pagando 500 euro - dicasi cinquecento - si riesce a bypassare un obbligo che pare stabilito nientepopodimenoche per salvare l'italica gente da un'epidemia incombente di proporzioni bibliche, la dice lunga sulla reale, pretesa scientificità dei discorsi posti a base della violazione del diritto all'autodeterminazione individuale in materia di salute.
Si son volute far passare in sordina le manifestazioni di piazza a cui hanno partecipato, complessivamente, centinaia di migliaia di persone bollate, nella migliore delle ipotesi, di oscurantismo medioevale.
Si è ignorato quello che ciò significa dal punto di vista politico: certi argomenti portano ad aggregare persone con storie diverse, talora anche senza alcun impegno e/o militanza pregressa, unite dal comune sentimento di avversione contro la iattanza e la tracotanza di un Governo che se ne fotte di tutto e tutti.
Da comune cittadina sono indignata, da persona politicamente inquadrata nel PD e da social addicted sono allibita dalla cecità politica dei vertici del mio partito di fronte all'ampiezza del fronte del dissenso.
In un celebre fuori onda, Graziano del Rio, riferendosi alla scissione di quella parte del PD poi divenuta MDP, diceva: "Hai presente una diga in California? C'è una crepa, e poi l'acqua non la governi più..."
Quando vedo il mio partito emettere comunicati trionfali per esaltare un provvedimento epocale, e contemporaneamente giudici della levatura morale e culturale di un Ferdinando Imposimato che insorgono sul metodo con cui tale provvedimento è stato adottato mi viene da pensare che la crepa si sia aperta. 
Nessuno è in grado di prevedere se potrà essere governata l'acqua che ne fuoriuscirà a settembre, quando si dovrà gestire la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado.
Ne valeva la pena? 
Quanto contano gli interessi della GlaxoSmithKline per indurre il parlamento a varare un provvedimento liberticida e con seri profili di incostituzionalità? 
La decretazione d'urgenza, giova ricordarlo una volta di più, non trova gli estremi per l'adozione nel caso di specie, non essendosi in presenza di un caso straordinario di necessità e/o pericolo incombente.
Chi saprà organizzare, dal punto di vista politico, la massa dei novax o freevax o comunque si vogliano etichettare tutti coloro che non ci stanno a belare come pecore del gregge?
Perché una cosa è certa: nessuno di loro voterà più per i partiti che hanno approvato questa legge nazista e dalle conseguenze imprevedibili per la salute di bambini ed adolescenti, sottoposti ad una sperimentazione senza precedenti a livello mondiale.
Su di noi, che siamo gli adulti di oggi, incombe il dovere di proteggere e preservare la salute di chi verrà dopo di noi, anche esercitando il diritto di ribellarci - con tutti i mezzi previsti dall'ordinamento - ai provvedimenti di una politica che ha più riguardo per gli interessi delle multinazionali che per la salute dei nostri figli e nipoti.

MdM - Politically Incorrect - 02.08.2017 - Diritti riservati

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

SUL DECRETO LORENZIN

Caro Matteo, 
sono socia fondatrice del PD e ti seguo da sempre. Ci siamo visti tutte le volte che in questi anni sei venuto a Bari, ci siamo visti a Roma in Piazza del Popolo e poi a Foggia, al Giordano, per la chiusura della campagna referendaria, e alle ultime primarie sono stata membro del coordinamento della tua area per l'Alto Tavoliere.
Va benissimo il "Dopo di noi", anche se è solo la prima pietra di un edificio tutto da costruire, ma il sostegno che il nostro partito sta dando al decreto Lorenzin sui vaccini è una cosa che proprio "non mi cala". 
Mia figlia è una delle centinaia di migliaia di autistici nati sani e danneggiati dal vaccino MPR. A Pesaro, l'otto di questo mese, i free-vax erano, secondo la Questura, in 40.000, ma nessun organo di informazione ne ha parlato. 
Possibile che noi non ci si renda conto che il consenso si perde anche così?
In molti stati d'Europa non esiste obbligo vaccinale, o esiste solo per pochissimi vaccini. L'Italia, se dovesse passare il decreto così com'è, diverrebbe il paese con l'obbligo vaccinale più ampio e più duro del mondo. 
Di fronte all'ostinazione con cui viene ignorata un'opposizione ampia e documentata, composta anche da gente che, come me, ha ferite vive e sanguinanti, da militante provo una tristezza infinita. 
E' questa l'attenzione che viene prestata ai cittadini? 
Tu sei una persona di profonda umanità, e posso dirlo perché ti ho stretto la mano in più di un'occasione, ti ho visto da vicino, ho guardato i tuoi occhi. 
Vorrei poterti parlare di Fulvia, fartela conoscere, farti toccare con mano cosa è rimasto della sua e della nostra vita dopo quel maledetto vaccino. 
Non nego che la profilassi sia importante, ma non la si può operare in modo cieco, standardizzato e massivo. 
Come faccio, come facciamo, a farti capire l'importanza di diversificare le vaccinazioni e di farle precedere da test prevaccinali? 
Come faccio a recuperare il desiderio di impegnarmi nell'azione che il PD porta avanti nel mio territorio, quella Capitanata e quella Puglia bellissima e difficile, dove occorre contenere l'avventurismo piratesco di un civismo cinico, aggressivo e rapace, se in una questione così delicata mi sento derisa e negletta? 
Sono smarrita e confusa, spero che il gestore di questo profilo Facebook ti faccia arrivare questo accorato messaggio.

Mariella Di Monte, socia fondatrice del Partito Democratico, tesserata al circolo di Torremaggiore, in provincia di Foggia.

LA CAPITANATA USA E GETTA
Quando i territori vengono trattati come colonie romane

Allora, riassumiamo i fatti (senza lamentele):

1 - A Foggia il collegamento ferroviario per Roma partirà a settembre in via sperimentale solo perché abbiamo fatto casino. Ci hanno detto che da noi non ci sono i numeri. Però poi scopriamo che il diretto Bari-Roma ad oggi parte semi vuoto nonostante Trenitalia abbia pure abbassato i prezzi.

2 - Aeroporto Gino Lisa: da ciò che ho compreso, leggendo la cronaca de Il Mattino e facendo un paio di telefonate, nonostante il via libera UE, l'assessorato regionale ai trasporti guidato dall'assessore Giannini non è ancora convinto che l'opera si possa appaltare. Fateci capire se la Capitanata deve metterci soldi a fondo perduto! Perché questa mi pare l'ultima trovata regionale.

3 - Pugliapromozione fa uno spot con soldi della Regione Puglia per promuovere il turismo e chissà come mai si dimentica del nord della Puglia (Gargano & Company).

4 - A Foggia l'azienda ospedaliera universitaria del Riuniti con fondi propri e non con fondi regionali sta acquistando il Robot Da Vinci mentre nel resto della sanità pugliese provvede la Regione. Starebbero predisponendo una determina regionale ma quanti sarebbero i fondi non è dato sapere. Per ora se lo paga l'Ospedale che lo ha noleggiato!

5 - Il parco nazionale del Gargano (tra i più grandi parchi d'Europa) è senza presidente. E alla Regione pare non interessi sollecitare il Ministero affinché faccia la nomina.

6- col pretesto di smantellare il Gran Ghetto, si creano tre piccoli ghetti nel territorio di San Severo, nei quali non è dato sapere in che condizioni vivano gli immigrati, né se per gli stessi sia stato predisposto un qualsiasi progetto di reale integrazione. Anche senza voler sollevare dubbi su come vengano gestiti i fondi destinati al loro mantenimento, possibile che non un grido si levi da parte del "Premio Livatino" a richiesta di chiarimenti?

7 - la Puglia risulta medaglia di bronzo nella non invidiabile graduatoria delle regioni col maggior numero di resti ambientali, ma a Bari continuano a non dotarsi del Piano Regionale Gestione dei Rifiuti Urbani, consentendo alle amministrazioni locali scempi di ogni tipo, come l'ecomostro autorizzato, sempre dall'ineffabile Miglio, a San Severo in contrada Ratino.

8 - cosa fa, in tutto questo, il presidente della provincia, nonché sindaco di San Severo? Possibile che non trovi opportuno far sentire le sue rimostranze al presidente della regione?

9 - se protestiamo ci dobbiamo sentire pure il predicozzo che siamo vittime di noi stessi.
Che dobbiamo fare?

Il post è di Antonella Caruso, acutissima osservatrice e grande conoscitrice della politica di Capitanata, e lo riporto integralmente. Di mio ci ho aggiunto qualche altra domanda ed una sola, piccolissima considerazione: se la memoria non mi inganna - non ho ancora l'età per l'Alzheimer - senza il grazioso dono della delega alla sicurezza e legalità, fattagli dall'allora neoletto sindaco Miglio, Michele Emiliano non avrebbe potuto beneficiare di un anno di aspettativa dal ruolo della magistratura...

 

 

SONO DEL PD, MA AI 12 VACCINI DICO NO!

Non ho la pretesa di far assurgere la personale storia di mia figlia a paradigma universale, tuttavia posso gridare ai quattro venti che Fulvia è nata sana, a termine di gravidanza normale, con parto spontaneo, presentazione cefalica e 9.5 al punteggio di Apgar. 
L'ho allattata in via esclusiva fino a poco più di sei mesi, e successivamente allo svezzamento, fino a circa tredici mesi. 
Ha gattonato, camminato, indicato e pronunciato le prime parole nei tempi normali, era una bambina vispa, allegra e bellissima. 
A poco più di sedici mesi ha fatto il vaccino MPR, e già in serata aveva quasi trentanove di febbre. Chiamato telefonicamente il pediatra, lo stesso giudicava la reazione del tutto normale e suggeriva di usare solo la Tachipirina, che tuttavia non riusciva a fare altro che abbassare per pochissimo tempo una febbre che, subito dopo, risaliva violentemente. 
Nei due giorni successivi, tra brevi pause dovute alla Tachipirina e subitanei rialzi, la febbre arrivò a superare i 40.5, toccando i 40.8 la sera del secondo giorno dalla vaccinazione. 
Chiamato il Pronto Soccorso del "Teresa Masselli" ci fu detto di denudare la bambina e metterla con le gambette in acqua e ghiaccio, e fu fatto anche quello. 
Dopo che la terribile febbre si spezzò, Fulvia non era più in grado di camminare, di reggersi il biberon, di deglutire, non ci guardava più, non parlava più. 
Non sarà così per tutti gli autistici, ma per quello che riguarda mia figlia i vaccini le hanno distrutto la vita.
Quando i vertici del mio partito rendono obbligatori un numero esorbitante di vaccini, io non posso tacere e rendermi corresponsabile di quella che ritengo una cosa pericolosissima. 

AI VACCINI SOMMINISTRATI IN NUMERO SPROPOSITATO E NEI PRIMISSIMI MESI DI VITA DICO E DIRÒ SEMPRE NO!

 

Ringrazio tutti per la solidarietà ricevuta ed auguro, a chi ha figli ancora piccoli ed è convintamente vaccinista - c'è stato un tempo in cui lo sono stata anch'io - di non dover sperimentare sui propri figli gli effetti devastanti che i vaccini posso avere; a chi ha figli già grandi auguro di non doverli sperimentare sui propri nipoti.

 

Il resto son chiacchiere.

 

Centinaia di migliaia di genitori in tutto il mondo sono in grado di riferire esperienze in tutto e per tutto analoghe alla mia.

 

Il mio impegno politico 

nel Partito Democratico non mi esime nè dal giudizio critico nè dal senso di resposabilità: sono convintamente antivaccinista e porto la mia testimonianza, documentata da indagini mediche di ogni tipo, in un dibattito viziato da troppi conflitti di interesse.

 

La pelle dei bambini va salvaguardata a tutti i costi, la mia dolorosa storia non sono disposta a farla passare sotto silenzio e su questo non transigo.

 

Il mio partito facesse quello che vuole, LA MIA COSCIENZA NON E' IN VENDITA! 

 

Mariella Di Monte - Politically Incorrect - 05.07.2017

Diritti Riservati
 

LA RIVOLUZIONE DIPENDE DA TUTTI NOI

Io ci credo ancora

La destra conquista questo turno di amministrative.
È nella logica dell'alternanza e, forse per ingenuità, non mi ci straccio le vesti.
I nuovi sindaci, di qualunque colore siano, affronteranno le stesse difficoltà: si scontreranno con la macchina burocratica degli enti locali, straripante di gente assunta dalla politica - talora anche competente, ma non è la regola, perché nelle assunzioni pilotate fanno premio piuttosto la disponibilità e la predisposizione all'obbedienza - e avranno mille e mille cambiali - firmate in campagna elettorale - che si vedranno ben presto presentate per l'incasso.
Per le condizioni in cui è ridotta la politica, e per la situazione media - professionale, umana ed economica - della gente che ne fa mestiere, il governo dei comuni finisce, fatalmente, per essere destinato al piccolo cabotaggio.
Le iniziative che sindaci di città piccole e grandi pongono in essere raramente hanno un orizzonte che vada oltre il termine della legislatura, e quasi sempre sono funzionali a questo o a quello dei "grandi elettori" ed al comitato di interessi di cui gli stessi sono portatori. 
L'elezione diretta dei sindaci, che fu a suo tempo salutata come un epocale cambio di prospettiva, in realtà ha dimostrato ben presto l'altra faccia: primi cittadini tenuti in ostaggio e tiranneggiati dalle loro stesse maggioranze, consigli comunali in cui si mercanteggia ogni alzata di mano, in cui tutto si vende e si compra, ogni sospiro ha un prezzo, e solo i valori non trovano più diritto di cittadinanza.
Chi ha amministrato sa che, almeno in teoria, ci sarebbero margini per operare davvero nell'interesse del Bene Comune, ma la crisi dei partiti politici tradizionali e l'emergere di un civismo troppo spesso parente stretto del cinismo - legato, fatalmente, alla prospettiva dell'hic et nunc - hanno aggravato ulteriormente lo stato comatoso in cui versano le amministrazioni locali.
Sono malata di ottimismo patologico, credo che invertire la rotta sia possibile, ma occorre cominciare dal cambiamento interno di ognuno di noi, che si sia cittadini votanti o chiamati al ruolo di amministratori.
Occorre stampare una bella pedata nel deretano di chi vorrebbe piegarci ai suoi interessi, alle sue ambizioni, alla sua sete di soldi e di potere.
Occorre emarginare chi fa politica per campare - perché non sa o non vuole fare altro - e pertanto non arretra davanti a nessuna nefandezza, che si tratti di vendere una gara o un appalto o di prendere tangenti per consentire ai criminali di avvelenare la nostra terra, il nostro cibo, la nostra acqua, la nostra aria.
Io l'ho fatto, non me ne sono mai pentita. 
L'ho fatto da elettore e da amministratore.
Continuerò a farlo: ho figli a cui devo un esempio e per cui rivendico la speranza in un mondo migliore.
Quando saremo in tanti a farlo, potremo operare la rivoluzione che i nostri desolati territori ed i nostri figli ci chiedono.
Io ci credo ancora.

 

Mariella Di Monte - 26.06.2017 - diritti riservati

SPERANZA FA RIMA CON ALLEANZA?

Per quanto mi sia riproposta, dopo i dieci tormentati e drammatici mesi a Palazzo Celestini, di non ricoprire mai più incarichi amministrativi, non riesco a smettere di pensare a come si potrebbero raddrizzare le sorti di San Severo e dell'ambito territoriale che ad essa fa capo.
L'attività che in seno al Co.T. A. SS. stiamo cercando di portare avanti tra persone di provenienza politica diversa dimostra che, facendo sinergia, le azioni di buon senso si possono compiere più facilmente. 
 E di azioni positive e possibili ce ne sarebbero tante, ma lo spettacolo che la scena politica locale offre è disarmante.
Mancano ancora due anni alla scadenza naturale della giunta Miglio, ma già è tutto un fiorire di duci e ducetti in pectore, ognuno sedicente Nuovo, Duro, Puro, Competente e chi più ne ha più ne metta, ognuno animato dal sacro fuoco o, più verosimilmente, spinto da bisogni, ambizioni e megalomanie che poco o nulla hanno a che fare con il perseguimento del Bene Comune; in queste condizioni, purtroppo, non c'è da sperare in sviluppi positivi, ma solo in ulteriori frammentazioni e contrapposizioni.
I have a dream, avrei un sogno e una speranza: vedere alleate le persone animate davvero dalla buona volontà, dallo spirito di servizio e dal senso di appartenenza; vederle unite attorno ad un progetto comune che metta in secondo piano, per una volta, la voglia di primeggiare, la vanità, l'ambizione e la presunzione dei singoli.
Per le condizioni in cui è ridotta San Severo, e per le macerie che l'attuale amministrazione lascerà dietro di sé, la speranza potrebbe fare rima con alleanza.

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VERGINELLE SEDICENTI
E BUOI SENZA SPECCHIO
Non mi piace la contrapposizione tra la politica e la società cosiddetta "civile", e in generale non mi piacciono le elaborazioni di stampo manicheo, che mettono tutto il bene da una parte e tutto il male dall'altro.
Ho frequentato e frequento i partiti ma mi ritengo appartenente alla società civile tout-court, e sfido chiunque a darmi dell'incivile; ho conosciuto da vicino un certo tipo di civismo cinico ed i personaggi che vi si celano dietro, e lo tengo in gran sospetto, perché ne ho testato sulla pelle le asprezze, le volizioni e la rapacità.
Fin da ragazza ho imparato a diffidare di certe amiche mie che sentivano il bisogno impellente di ribadire la loro serietà e la loro verginità; della gente che ulula alla luna per attestare la propria esistenza in vita so chi gli ha trovato il "posticino" e conosco le ristrettezze economiche che ne motivano le ambizioni.
Non condanno nessuno, ma nemmeno tollero che i buoi stigmatizzino le corna degli asini, e soprattutto non tollero chi - misurando gli altri sul metro delle proprie meschine progettualità - cerca di svilire e demonizzare l'impegno altrui.
Circa l'emergenza ambientale che le inchieste e gli arresti degli ultimi giorni hanno disvelato in tutta la sua drammatica ampiezza, penso che sia dovere di tutti i cittadini, che son "civili" per definizione, adoperarsi per impedire che il nostro territorio subisca ulteriori scempi e che sia da incoscienti, in questo momento, soffiare sul fuoco dell'antipolitica e sminuire iniziative come la costituzione del Comitato per la Tutela dell'Ambiente a San Severo.
Invito, pertanto, tutti gli uomini e le donne di buona volontà a rimboccarsi le maniche e a dare il proprio fattivo contributo all'unica iniziativa seria che ha visto la luce negli ultimi mesi.
Alle verginelle di ieri e di oggi mi permetto di suggerire che brigare per ottenere la gestione una casa di piacere non è il modo migliore per conservare un'autocertificata virtù.
Ai buoi di ieri e di oggi, invece, un passaggio mattutino davanti allo specchio eviterebbe di farsi ridere dietro dagli asini.
 
 
 
MdM - Politically Incorrect - 10.06.2017
Diritti Riservati.

LA SCOMPARSA DEL SENSO ETICO

E GLI STRAGISTI IN DOPPIOPETTO

Quando i terroristi sono tra noi.

Forse perché ho avuto l'opportunità di vedere certe cose dall'interno, sono molto pessimista sulla caratura morale e sul senso etico di molta parte della classe politica, che a me pare del tutto scomparso, più che deteriorato. 
Me lo spiego - ma non per questo lo giustifico - con la presa d'atto di una realtà incontrovertibile: buona parte di questi soggetti ha al suo attivo, se così si può dire, il totale fallimento professionale e la necessità di campare (dis)onestamente di sola politica. 
Detto questo, siccome gli incarichi e le poltrone vanno e vengono, a costoro si impone la necessità di metter fieno in cascina per i tempi tecnici di sosta ai box, e lo si fa come si può. 
Parliamoci chiaro: lo stipendio di un sindaco o di un assessore non sarebbero tali da giustificare la corsa all'accaparramento degli incarichi e le ingenti spese che una campagna elettorale comporta, a meno di non voler puntare su qualcosa che vada oltre. 
E mi fermo qua. 
Per me, che sono un funzionario pubblico di buon livello ma certo non un manager, i 1675 euro da assessore - su dodici mensilità in luogo delle quattordici a cui ero abituata - rappresentarono in dieci mesi una perdita secca di parecchie migliaia di euro ed un motivo in più per assecondare l'irrefrenabile disgusto che certe dinamiche procuravano al mio stomaco, abituato all'aria delle procure e dei tribunali. L'indennità corrisposta al sindaco di una città con la popolazione di San Severo non arriva ai 2800 euro, sempre su dodici mensilità, ma una campagna elettorale per arrivare ad occupare lo scranno di primo cittadino costa almeno l'equivalente di due anni di indennità; pertanto, è evidente che più di qualcosa non quadra e che il trucco da qualche parte deve esserci. 
Il miserabile ammontare della tangente che ieri ha fatto scattare le misure cautelari è la riprova che tanto vale il prezzo dell'onorabilità di certuni. 
Quanto ai reati che vengono loro contestati - nell'ambito dell'operazione della DDA denominata "In Daunia Venenum" - sono cose di una gravità inaudita, sulle quali confesso di non essere riuscita a prendere sonno. 
Ci indignano - giustamente ed in modo sacrosanto - le stragi perpetrate dai terroristi dell'Isis, ma che dire di chi avvelena la terra su cui egli stesso vive, insieme ai suoi genitori ed ai suoi figli? Non sono anche questi terroristi? 
E - se vogliamo - le loro motivazioni sono ancor più abiette e futili, essendo riconducibili non ad un'idea religiosa, per esecrabile che sia, ma al solo perseguimento del vile interesse pecuniario.
Sono garantista per abitudine, professione e tendenza e mi guardo bene, in questa fase, dall'emettere qualsiasi giudizio di tipo prognostico ma, se il quadro indiziario dovesse reggere alla prova del dibattimento, per questa gente ci vorrebbe l'ergastolo come per i mafiosi.
L'avvelenamento della terra su cui posiamo i piedi e da cui traiamo nutrimento, e delle falde acquifere che ci dissetano equivalgono, per efferatezza, alle peggiori stragi mafiose, ed il cancro uccide più dei kalashnikov dei terroristi islamici, e procura sofferenze ancora più atroci.

 

MdM 08.06.2017 - Diritti Riservati

 

IN DAUNIA VENENUM?

NOT IN MY NAME!
Garantista sì, passiva no.

Sono garantista per abitudine, professione e tendenza, per cui mi astengo da qualsiasi commento all'indagine in corso sul traffico e lo sversamento di rifiuti in agro di San Severo e dintorni e sugli arresti di noti politici locali. 
Tuttavia, per quanto riguarda la monnezza ed i loschi giochetti che un certo tipo di politica fa con essa, non si può fare a meno di essere sconcertati da quanto si apprende in relazione agli scempi ambientali ipotizzati. 
E, altrettanto, non si può che invitare chi di dovere a riconsiderare l'opportunità di consentire ad altri privati di entrare nel nostro territorio per farne ulteriore scempio.
Come fondatore, insieme ad altri, del comitato per la tutela dell'ambiente e della salute a San Severo invito tutti i cittadini alla mobilitazione ed alla partecipazione attiva.
La tutela della nostra salute passa dalla tutela del territorio: chi lo avvelena, avvelena anche noi.
Per quello che mi riguarda, non consentirò che la Daunia ed i suoi figli, che sono anche i miei, vengano avvelenati da irresponsabili senza scrupoli, da gente che della politica si serve per concludere i suoi affari, a costo di passare sul cadavere di tutti, compreso il loro.

 IN DAUNIA VENENUM?

NOT IN MY NAME!

MdM 07.06.2017 Diritti Riservati

Tra il serio e il faceto

Cosa succede a San Severo e anche altrove

 

SAN SEVERO VISTA DAL PALAZZO

Apprendiamo dagli organi di stampa che l’Amministrazione Provinciale di Foggia, presieduta dal Sindaco di San Severo, avv. Francesco Miglio, nell’ultima seduta ha, tra l’altro, deliberato:
- L’accapo relativo al contrasto alla mafia foggiana, per l’istituzione della sezione distaccata della Corte di Appello di Bari della DDA e DIA è approvato con l’emendamento presentato dai Consiglieri: Pitta, Sgarro e Splendido, con la richiesta che la sede distaccata della Corte di Appello di Bari venga allocata presso l’immobile dell’ex Tribunale di Lucera e che il Commissariato di Polizia di Cerignola venga elevato come Commissariato di Pubblica Sicurezza di primo livello.

In buona sostanza, dopo aver ottenuto di essere ascoltato dal Ministro dell’Interno Minniti per la grave situazione di San Severo, Miglio, a capo della Giunta Provinciale, delibera di chiedere che il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola sia elevato a rango di prima dirigenza…
Ma… San Severo?
L’eroico sindaco della città dei campanili, all’esito di un memorabile viaggio a Roma, preceduto da tre giorni di digiuno diurno – una specie di Ramadan condotto col rito abbreviato - aveva strappato la promessa, ancora non mantenuta, di far diventare San Severo sede di sezione del Reparto Prevenzione Crimine di Bari – in gergo Anticrimine – nonché la Festa della Polizia al Teatro Verdi, bandiere e cori in linea con il karma del paese.
Miglio tornò sventolando la bandiera della vittoria per l’esito della brillante operazione diplomatica, sorretta da efficace comunicazione radiotelevisiva nazionale, sintetizzabile nello slogan “San Severo in mano alla mafia”. Ed è per questo straordinario coraggio, credo, che ricevette il premio intestato ad un eroe come lui, il Giudice Livatino, rimasto ucciso da mano mafiosa.
A fronte dei meritatissimi applausi destinatagli come sindaco antimafia, in città i delinquenti hanno celebrato il peggio, rapinando a più non posso, rubando, minacciando, incendiando, esplodendo, taglieggiando, ammazzando.
A nulla è servito spiegare a Miglio che raramente gli equipaggi della Sezione Prevenzione Crimine operano di notte, che a San Severo gli stessi ci vengono già spesso, e da sempre, che si tratta di Poliziotti che non conoscono il territorio e la criminalità locale, che non svolgono indagini, che Minniti gli aveva venduto una cosa che già c’è, e che invece bisogna rafforzare il Commissariato locale. 
In provincia di Foggia, ad oggi, solo il Commissariato di Manfredonia è di primo livello e tale diventò quando in città arrivò l’Anic. Dismessa l’Anic, il Commissariato è rimasto quello. Come si spiega? 
Impietrito dall’escalation della criminalità nella sua San Severo (altre rapine, ancora estorsioni, furti e duplice omicidio in pieno giorno), il Sindaco Miglio, che è anche Presidente della Provincia, destinatario intanto di altri premi per il coraggio, riunisce la Giunta Provinciale e delibera: Cerignola ha bisogno di un Commissariato più importante!
Che si tratti di un errore di stampa? O piuttosto di uno stampo difettoso?

 

NOTIZIE DAL FRONTE

 

Ero in lavanderia, stamattina, quando è entrata una signora sulla sessantina, ma di quelle "intiste": jeans pluristrappati al ginocchio, polo rossa Fred Perry, scarpe e borsa coordinate. 
Senza dire buongiorno, la tipa ha apostrofato direttamente la proprietaria dell'esercizio: "L'ha lavèt o no? Sò quinnëc jurn c'aspett, quanda cazz dë temp cê vò 'ncor?" 
La titolare della lavanderia ignora signorilmente l'approccio e tira giù da una gruccia un abito brutto e demodè, in simil seta azzurra a fiori neri. 
La tipa in jeans, che masticava vistosamente un chewing-gum, senza alcun preavviso letteralmente esplode: "E quist fuss nù vëstit lavèt? Më l'ha rruvenet! Quist manc i porc c'iù ponnë mettê cchiù! Ma tu wuardë a sta zoccol!". 
Non ci ho visto più. 
Mi son tornati alla mente certi trascorsi da secondina e stavo veramente per metterle le mani addosso. Mi son trattenuta, ma non ho potuto fare a meno di dirle, senza troppa gentilezza: "Cerchi di essere più educata. Le pare modo?". 
Al che la cafonaccia ha urlato ancora più forte: "A te 'nt'ha cchiamèt nisciun, e vid de farët i cazza toji. Stà zoccol m'ha rruvënèt u vëstit! Stà vvdè ca mò vuliss jess pur pajèt?" 
A farla breve, se n'è andata gridando, con l'abito loffio incartato e pulito, e ovviamente senza pagare. 
La povera titolare della lavanderia, mortificata quasi fino alle lacrime, mi ha detto che era talmente sudicio che era stata costretta a lavarlo più volte per pulirlo e a me è restato il prurito alle mani. 
Ho omesso i riferimenti precisi alla lavanderia in cui questa scena inverosimile, ma assolutamente vera, è accaduta, ma sono disposta a fornirli in privato a chi volesse sincerarsi sull'autenticità del racconto. 
Anche questa è San Severo, ed è con questi livelli di inciviltà (che una classe dirigente altrettanto incivile nella sostanza - ove non anche nella forma - non si sforza di correggere, perché gli basta servirsene come serbatoio di voti) che occorre misurarsi per ipotizzare qualsiasi forma di ripartenza. 
Tanti anni fa rinunciai ad una professione assai più lucrosa di quella attuale per non restare nella civilissima Brianza; dopo un quarto di secolo non sono affatto sicura di aver fatto la scelta giusta. 
Io sono nata a San Severo e ci ho trascorso tutta la mia vita di adulta, ci ho studiato, amato, lavorato, cresciuto i miei figli, l'ho avuto l'onore di amministrarla, ma di fronte a certe manifestazioni di inciviltà resto profondamente afflitta...

TUTTO IL BENE E TUTTO IL MALE


Pandora un giorno scoperchiò il suo vaso, liberando così tutti i mali del mondo, che erano gli spiriti maligni della vecchiaia, gelosia, malattia, pazzia e il vizio. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza, che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza, ed il mondo riprese a vivere.

So per certo che la nostra terra ha al suo interno risorse per risollevarsi e che, toccato il fondo, saprà risalirne.

San Severo e l'Alta Capitanata sono terre baciate da Dio, anche se vilipese da una parte delgi uomini che ci vivono.

Sono loro che dobbiamo riuscire ad isolare, a mettere in condizione di non nuocere più a questo spicchio di Paradiso in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere e di vivere.

IO CI CREDO.

 

 

 

 

LA MANCANZA DI POLITICA E LE RADICI DELL'ANTIPOLITICA

Constatato, ogni giorno di più, quanta poca politica si faccia dalle nostre parti e come sia proprio l'assenza di politica, quella vera, la radice su cui prospera l'antipolitica di stampo qualunquista o - più modernamente - grillino.
Sebbene non condivida la definizione di "società civile" in contrapposizione alla politica - laddove quest'ultima, proprio in virtù di tale contrapposizione sembra quasi venga qualificata come "società incivile" - devo purtroppo ammettere che il confronto con la politica e con i suoi esponenti mi procura quasi sempre un acuto malessere di tipo somatico: dopo una mezz'ora in mezzo a loro, regolarmente, ho bisogno del Parfenac o di qualche altro antieczematoso che mi lenisca l'orticaria.
Probabilmente è anche per questo che tendo a collocarmi, nell'ambito di una tale antinomia, nella società cosiddetta civile, malgrado abbia ricoperto per poco meno di un anno - tra i più drammatici della mia vita - un incarico amministrativo da "tecnico", cioè da non candidato, per una lista civica.
Tutto ciò premesso, ogni giorno mi regala l'ennesima dimostrazione del fatto che l'antipolitica sia la reazione - scomposta ma comprensibile - non già all'eccesso di politica, ma alla sua carenza. 
A San Severo, ma anche nel resto del Sud, funziona così: si scambia per politica il presenzialismo, la chiacchiera che scade nel pettegolezzo, il maneggio minuto, lo scambio di favori piccini che, in realtà, quasi sempre corrispondono a sacrosanti diritti del cittadino, il tramare con questo e quello, e ciò che un'espressione dialettale bella ma intraducibile definisce "trasciugghiarijie".
Rispetto a tutto questo rivendico - per me stessa, per i miei figli, per questa terra che ho amato al punto da mollare una professione che mi rendeva molto più di quella attuale, ma che mi vincolava a restare nella civile e ricca Brianza - il diritto di provare a fare politica in modo diverso, perché IO qualcosa voglio fare, ma che non mi costringa all'uso continuo dei cortisonici.
Perché se è vero che San Severo, la Capitanata, la Puglia e tutto il Sud vanno a rotoli, è anche vero che tutto ciò accade per la mancanza di politica, quella vera, e non già perché ve ne sia troppa.
E se leggo notizie - per me dolorosissime - di arresti per estorsione e "cavalli di ritorno" che riguardano funzionari comunali, per di più addetti all'ufficio che io ho diretto per sette anni, vuol dire che dobbiamo cominciare a guardarci allo specchio, tutti quanti, e ricominciare a guardare oltre il nostro orticello, ad occuparci di quello che accade in città, quella πόλις da cui derivano il sostantivo πολίτης - cittadino - e l'aggettivo πολιτικός - politico -.
E dal momento che la politica dei politicanti pensa a come occupare tutti gli spazi possibili, a come fare tutte le chiacchiere possibili, a come squalificare tutte le persone che avrebbero qualcosa da dire e che qualcosa saprebbero fare, continuerò a collocarmi - a questo punto orgogliosamente - nella società cosiddetta civile e farò politica come penso debba farsi: agendo sui processi di tipo culturale e pedagogico, facendo divulgazione giuridica, utilizzando i social network per propalare idee e per contribuire a formare la coscienza civile, non per fare chiacchiere morte e pettegolezzi da bar: per quelli, da queste parti, la politica basta ed avanza.

 
 

 

I         

ALDO MORO, BETTINO CRAXI, SILVIO BERLUSCONI.
L’Italia è una repubblica a sovranità limitata?

 

 

Queste modestissime riflessioni nascono a margine di un post del consigliere comunale di San Severo Dino Marino, teso a ricordare l’uccisione, trentanove anni fa, di Aldo Moro, e dello scambio di battute che ne è seguito e che ha coinvolto, tra gli altri, l’Onorevole del Pd Gero Grassi, che da anni si batte perché la verità sul caso Moro sia resa conoscibile e portata in dono alle nuove generazioni come spunto di riflessione e di consapevolezza.
Premesso che per motivi di natura generazionale – all’epoca dei fatti non ero ancora undicenne – non sono stata in grado di comprendere appieno sfumature che, invece, erano certamente ben presenti a chi, tra gli intervenuti su quel post, era in quegli anni già adulto, come lo stesso Dino Marino o il dottor Claudio Lecci, all’epoca già commissario di polizia, non ho potuto fare a meno di chiedermi, e di chiedere agli altri, primo tra tutti proprio l’Onorevole Grassi, se, in relazione ad una vicenda così complessa, sia anche solo concepibile l'idea di potere un giorno arrivare ad una verità globale, una ricostruzione che sia in grado di chiarirne TUTTI gli aspetti, dalle connessioni internazionali a certe inspiegabili leggerezze investigative. E, se sì, a chi gioverebbe, dopo quarant'anni? Parte dei protagonisti di quegli eventi, politici e non, sono già morti ed i reati, escluso quello di strage, si sono prescritti. 
Un'operazione del genere rischia di essere meramente storiografica, e quindi soggettiva per definizione, laddove la storia, che è narrazione oggettiva, per la vicenda Moro come per altre riconducibili al nostro recente passato, è ancora tutta da scrivere, ma il dubbio che da anni tormenta quella bambina di undici anni, ormai cresciuta, è: non sarà che il vero eversivo, l'uomo da stroncare perché con lui potesse morire il suo disegno, era proprio Moro? Non è che l'intento di portare i comunisti al governo, in quel lontano '78, infastidiva sia gli Usa che l'Urss, in quanto foriero di sviluppi che avrebbero portato l'Italia ad assumere una posizione assai peculiare nell'ambito dell'alleanza atlantica e, chissà, nell'unione europea ancora in gestazione? Le inchieste e le scoperte di cui l’onorevole Grassi è meritorio ricercatore e divulgatore fanno luce su questi aspetti? Le Br agirono davvero per determinazione spontanea, o furono la mano armata di altri, in parte allocati nei gangli vitali di quello Stato che romanticamente i terroristi pensavano di combattere, se non di abbattere?
C’è un collegamento ipotizzabile tra il disegno “eversivo” di Aldo Moro, che mirava a dare all’Italia una maggiore autonomia nell’ambito di quelli che erano, all’epoca, gli equilibri geopolitici mondiali e che fu stroncato nel sangue, ed altri “colpi di Stato” mascherati che hanno puntato ad eliminare, se non fisicamente, politicamente quei presidenti del consiglio che, dopo Moro, con metodi diversi e pur discutibilissimi, puntavano a restituire all’Italia una maggiore sovranità interna ed una più forte collocazione internazionale?
Quelli che il 30 aprile del ’93 erano davanti all’hotel Raphael e che gettarono sassi e monetine a Bettino Craxi, erano anche loro convinti di agire in maniera autonoma?
E le agenzia di rating sul cui operato - che portò alla formazione del governo Monti ed alle dimissioni di Silvio Berlusconi - un P.M. della Procura di Trani ha aperto un'inchiesta tanto clamorosa quanto coraggiosa, e che la recente sentenza del 30 marzo 2017 assolve, in persona dei loro legali rappresentati, per mancanza dell’elemento psicologico, anche loro agivano autonomamente?
Silvio Berlusconi è sicuramente censurabile per la sua condotta di vita, ma non si può dire che fosse, in campo internazionale e soprattutto europeo, disposto ad essere succube della Germania e ad accettarne le imposizioni su questioni attinenti alla sovranità stessa dello Stato.

La domanda che un bambina cresciuta e con la tendenza ad essere politically incorrect si pone, e pone agli altri, è questa:
MORO, CRAXI, BERLUSCONI…possiamo ipotizzare che l’Italia sia una repubblica a sovranità limitata?

 

MdM - Politically Incorrect - 10 maggio 2017 - diritti riservati.

 

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IO SAPERE, TU SAPERE, IL PROCURATORE SAPERE
Chi ingrassa col business dei migranti

 

Fa parlare, in questi giorni, l’inchiesta del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha pubblicamente denunciato, pur senza averne le prove, presunti coinvolgimenti delle organizzazioni non governative nel traffico dei migranti.
Il tema è di quelli che scottano e sui quali è opportuno che le indagini riescano a fare luce e, possibilmente, a fornire una parola che chiarisca e rassicuri, dal momento che il traffico di esseri umani oltre ad essere uno dei più redditizi a livello internazionale, finanzia anche il terrorismo di matrice islamica ed alimenta altri sordidi mercati come quello del traffico di organi.
In Italia, le ONG si chiamano Onlus, e sono state introdotte con una legge del 1997. Per crearne una bastano duemila euro. Tradotto: attraverso le Onlus è possibile raccogliere denaro senza pagare le tasse. Molte Onlus, fiutato l’affare, si sono buttate nel business dell’accoglienza.
Ad ogni Onlus che fa questo tipo di attività lo Stato rimborsa 35 euro al giorno per migrante, trenta dei quali sono per vitto, alloggio e necessità immediate, i rimanenti cinque sono finalizzati all’apprendimento della lingua, a necessità legate ad emergenze mediche ed a quant’altro afferisca all’integrazione del migrante sul territorio che lo ospita.
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha offerto al procuratore Zuccaro “ogni sostegno affinché le indagini svolte dalla Procura di Catania, come quelle svolte da altri uffici sulle medesime ipotesi investigative, possano svolgersi con la massima efficacia e celerità”, per quanto vengano, invece, in qualche modo censurate le esternazioni pubbliche dello stesso procuratore, che il CSM inserisce tra quelle che ultimamente “hanno generato sconcerto nell’opinione pubblica e polemiche in ambito politico”, affermando, contestualmente, che “il dovere di riserbo e le modalità di esercizio del diritto di espressione dei singoli magistrati sono divenuti una questione da affrontare in maniera imprescindibile, aprrofondita e urgente”.
Carne al fuoco, come si vede, ce n’è davvero tanta, soprattutto per chi queste cose le guarda dalla Puglia - terra di magistrati prestati alla politica, se non di politici casualmente transitati per la magistratura, dall’interno del PD – in cui la neonata corrente del governatore Emiliano chiede spazi e seggi-, da San Severo - terra di Gran Ghetti smantellati e frammentati in piccoli ghetti gestiti da Onlus -, da appartenente all’ordinamento giudiziario.

 

MdM – Politically Incorrect – 4 maggio 2017 – diritti riservati

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